Nuovo Minimal Beauty
Ho sognato spesso di passeggiare per Central Park, magari sotto Natale, o per Carnaby Street sempre nello spicchio di tempo che precede la fine di un anno, piccoli sogni che talvolta accadono; ho evidentemente una visione delle feste piuttosto anglosassone.
“Lo so come succede: si rimanda, si rimanda indefinitamente e, prima ancora che per sé,
si muore negli altri.” [Daria Menicanti, Biglietto natalizio a Giulio]





La capillare diffusione di internet e l’esplosione del fenomeno blog è stata , a mio parere, una delle più straordinarie conquiste del nuovo millennio. Mai prima d’ora si era avuta una così ampia libertà d’espressione, ampia sia per temi affrontati che per stili o modi. Chiunque possieda un pc può aprire un blog e versare lì il suo sapere, il suo sentire, le proprie esperienze, sogni, paure.
Talvolta anche le proprie patologie.
Benché la stragrande maggioranza di blogger che ho conosciuto nel tempo mi abbia apportato un arricchimento – sia di sapere che di sentire – esiste anche nella blogosfera, come in ogni luogo o nonluogo, qualche prevedibile eccezione. Anch’io, come molti, ho fatto in questo nonluogo che è Splinder due brutti incontri. Le persone a cui mi riferisco pur non citandole espressamente – non le ritengo infatti degne di alcuna ulteriore pubblicità gratuita e immeritata – sanno bene che sto parlando di loro.
Loro: ovvero chi riversa sul suo spazio in questo nonluogo, le proprie frustrazioni represse, creandosi appositamente o, nella migliore delle ipotesi, gonfiando a dismisura, delle immani persecuzioni, urlando quindi a squarciagola alla persecuzione a loro dire subita e cercando così risonanza, appoggio, soccorso, comprensione, ma io credo soltanto: visibilità. Quella visibilità che evidentemente difetta alla loro personalità patologicamente esibizionista e che, non trovando soddisfazione nella vita reale, cercano di ottenere nella vita virtuale, protetti da un nick e da uno schermo.
Loro è anche chi, arrogandosi senza merito il nome di una Dea dello sdegno e della giustizia compensatrice, si premura di scrivere minacce e insulti gratuiti alla sottoscritta, accecata evidentemente da un’ira ceca e furibonda nei riguardi di cui sopra menzionata e, credo, dopo aver detto tutto il dicibile alla sua nemica giurata, pensa bene di riversare la sua ira da erinni – Megera sarebbe un nome a lei più appropriato – su chi niente ne sa e nemmeno ne vuol sapere. Anche in questo caso credo che un esperto della psiche umana avrebbe molto da dire e sarebbe certo di qualche aiuto a queste due oche starnazzanti, che pur di ottenere qualche secondo di attenzione in uno stagno troppo grande per loro, sbattono le ali in modo scomposto e oscenamente ridicolo.
Malgrado questi brutti incontrino continuo pensare che il bello di internet sia la sua accessibilità a tutti e contro ogni DDL in questi giorni in discussione, sono contraria ad ogni registrazione a qualsiasi autorità precostituita.
Tuttavia non sono per carattere propensa a lasciar passare inosservati certi comportamenti inqualificabili. Per questo motivo le persone qui non menzionate e che creano scompiglio in questo nonluogo di libertà e scambio sono state segnalate a chi di dovere. Da parte mia non otterranno neanche un attimo di ulteriore attenzione o menchè meno replica. Nel caso, c’è chi si saprà opportunamente occupare delle loro improvvide esternazioni.
Lo starnazzare delle oche, non mi ha mai interessato.
